Nuovo Centro Sportivo della Romanina: un’opportunità da governare con visione e responsabilità

Il progetto del Nuovo Centro Sportivo della Romanina rappresenta senza dubbio un investimento importante per il quadrante est della città e per il Municipio VII. La realizzazione dell’opera, prevista all’interno del Piano di Zona D5 e sarà possibile grazie allo sblocco dei fondi destinati a opere e servizi rimasti per anni inutilizzati, può diventare una grande occasione di crescita sportiva, sociale e urbana per il territorio.

Parliamo di una struttura moderna e multifunzionale: campo da calcio a 11 con tribuna coperta, pista di atletica, campo polivalente indoor, area fitness all’aperto, spogliatoi, punto ristoro e nuovi parcheggi. Un polo capace di attrarre centinaia di utenti ogni giorno, non solo dalla Romanina ma anche dai quartieri limitrofi e dai comuni confinanti.

Come Gruppo Azione Municipio VII riteniamo positivo ogni investimento nello sport, nella socialità e nei servizi di prossimità. Tuttavia, un progetto di questa portata non può essere realizzato senza affrontare con serietà le criticità urbanistiche, ambientali e viabilistiche già oggi presenti nell’area.

Una viabilità già al collasso

L’area di via Benigno di Tullio e via Schiavonetti vive da tempo una situazione di forte congestione. La presenza dell’attuale Romanina Sporting Center genera quotidianamente traffico intenso, parcheggi selvaggi, difficoltà di accesso per i residenti e perfino problemi per il transito dei mezzi di emergenza.

L’unico accesso carrabile alla struttura attraverso via Benigno di Tullio appare oggi insufficiente e inadeguato rispetto ai flussi esistenti, figuriamoci rispetto a quelli futuri che il nuovo centro sportivo inevitabilmente produrrà.

Nelle ore di punta si verificano:

  • code e blocchi della circolazione;
  • invasioni di corsia dovute ai raggi di curvatura insufficienti;
  • soste irregolari che restringono la carreggiata;
  • manovre pericolose in retromarcia;
  • difficoltà di uscita per i residenti del comprensorio;
  • impossibilità di accesso rapido per ambulanze e Vigili del Fuoco.

A tutto questo si aggiunge un problema strutturale: chi esce da via Benigno di Tullio e vuole tornare verso Roma è costretto a percorrere oltre due chilometri prima di poter invertire il senso di marcia, con un aggravio insostenibile per traffico, sicurezza e impatto ambientale.

Serve un progetto integrato, non un’opera isolata

Il rischio concreto è quello di realizzare una grande infrastruttura sportiva senza adeguare il contesto urbano che dovrebbe sostenerla.

Per questo condividiamo molte delle osservazioni e delle proposte avanzate dal Comitato di Quartiere La Romanina, che da anni vive quotidianamente le problematiche dell’area.

È necessario che l’Amministrazione accompagni il progetto con:

  • una revisione complessiva della viabilità locale;
  • il potenziamento del trasporto pubblico;
  • nuovi collegamenti ciclopedonali sicuri;
  • una gestione moderna e funzionale dei parcheggi;
  • una pianificazione seria della sicurezza stradale.

Tra le proposte più sensate:

  • l’apertura di un collegamento verso via Petrocelli;
  • la trasformazione di via Benigno di Tullio in strada a senso unico;
  • la creazione di nuove connessioni con i parcheggi esistenti;
  • l’istituzione di una fermata bus più vicina al centro sportivo;
  • la realizzazione di parcheggi realmente accessibili alle persone con disabilità.

Mobilità sostenibile e sicurezza devono essere priorità

Non possiamo continuare a progettare strutture che obbligano famiglie e ragazzi a utilizzare esclusivamente l’automobile.

Oggi le fermate del trasporto pubblico risultano distanti e poco accessibili, soprattutto per adolescenti e utenti più fragili. I percorsi pedonali sono spesso dissestati e scarsamente illuminati.

Un nuovo centro sportivo del 2026 deve nascere già integrato con:

  • piste ciclabili funzionali;
  • percorsi pedonali sicuri;
  • illuminazione adeguata;
  • trasporto pubblico efficiente;
  • accessibilità universale.

Il tema dell’inquinamento acustico non può essere ignorato

Accanto alle criticità viabilistiche emerge anche il tema, troppo spesso sottovalutato, dell’impatto acustico sulle abitazioni circostanti.

I residenti denunciano da tempo livelli elevati di rumore provenienti dalle attività outdoor della struttura esistente: musica ad alto volume, allenamenti con amplificazione sonora e utilizzo contemporaneo di più aree sportive.

È necessario trovare un equilibrio tra diritto allo sport e diritto al riposo. Le attività sportive devono convivere con la qualità della vita dei residenti, soprattutto in una zona densamente abitata e caratterizzata dalla presenza di lavoratori in smart working, studenti, anziani e persone fragili.

Per questo chiediamo:

  • monitoraggi acustici costanti;
  • rispetto rigoroso dei limiti di legge;
  • regolamentazione degli impianti audio;
  • barriere naturali e mitigazioni ambientali;
  • una progettazione attenta all’impatto sonoro.

Difendere il patrimonio verde della Romanina

Particolare attenzione merita anche l’area del “Pioppo Grigio”, un piccolo patrimonio naturale salvato grazie all’impegno dei cittadini e dei volontari del quartiere.

Preservare queste alberature significa dare valore ambientale e identitario al progetto. La creazione di una piccola area verde attrezzata con panchine, giochi e fontanella rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione verso il territorio e verso una concezione più sostenibile dello sviluppo urbano.

Lo sport sì, ma con programmazione e ascolto

Come Gruppo Azione Municipio VII crediamo che il Nuovo Centro Sportivo della Romanina possa rappresentare una grande opportunità per il territorio, ma solo se accompagnato da una pianificazione seria, partecipata e lungimirante.

Lo sviluppo urbano non può limitarsi alla costruzione di nuove strutture: deve significare qualità della vita, sicurezza, sostenibilità e rispetto dei residenti.

Per questo chiediamo all’Amministrazione Capitolina e al Municipio:

  • un confronto permanente con cittadini e comitati;
  • uno studio aggiornato dell’impatto viabilistico;
  • interventi infrastrutturali prima dell’apertura del centro;
  • garanzie sulla sostenibilità ambientale e acustica;
  • una visione urbanistica coerente con le esigenze reali del quartiere.

La Romanina ha bisogno di servizi e investimenti, ma soprattutto di opere pensate bene e integrate davvero nel tessuto urbano.