Il Parco Ludico e gli spazi verdi di prossimità di Gregna Sant’Andrea. di C. TERSIGNI

Gregna Sant’Andrea è un quartiere del VII Municipio, ai margini sudorientali della città, al di fuori del Grande Raccordo Anulare, dove la città tende a sfilacciarsi alternando ampi spazi di quello che era, anche amministrativamente, Agro Romano, con nuclei di edificato (residenziale, commerciale ed industriale, spesso frammisti) che si allungano seguendo le vecchie consolari o si sviluppano lungo vecchie vie di collegamento tra queste.

Gregna Sant’Andrea fa parte della Zona Urbanistica “10H – Gregna”, estesa fino alla via Tuscolana. Con la nuova suddivisione presentata ad Ottobre 2025, Gregna Sant’Andrea è stato riconosciuto come quartiere a sé stante. Nella nuova suddivisione, che adotteremo in questa nota e che è riportata nella Fig. 1, il quartiere è delimitato ad est e nordest dalla via Anagnina e dal quartiere di Tor di Mezzavia; a sud,lungo via del Casale di Gregna, dal quartiere di Morena e, in parte minore, dal comune di Ciampino, avendo come confine il Fosso dell’Acqua Mariana (la “marana); ad ovest dalla Zona Funzionale “Aeroporto Giovanni Battista Pastine” ed infine a nord nordovest dal GRA, al di là del quale c’è un’area produttiva denominata “l’isola dei lampadari” e quindi, attraversato un sottopasso dantesco, Osteria del Curato ed il Villaggio Appio.

Il confine certamente più “doloroso”, con evidenti criticità, è quello a nord nordovest dove il GRA, con la “variante dei lampadari”, costituisce una barriera più che un confine. E’ una delle criticità più forti e che condiziona di fatto molteplici aspetti, su cui occorrerà lavorare per ricercare una soluzione valida che aumenti la permeabilità della barriera, pur tenendo conto della possibilità di realizzare un collegamento stradale tra lo svincolo Gregna e via Lucrezia Romana.

Gregna Sant’Andrea è un condensato di disagi, mancanza di servizi e criticità che rendono la vita di tutti i giorni difficile e faticosa. Una delle mancanze che si rileva immediatamente, camminando per Gregna Sant’Andrea, a parte la mancanza di marciapiedi, è l’assenza assoluta di spazi verdi fruibili dalla popolazione. Sia chiaro: non è che a Gregna manchino aree verdi, ma sono private ed inaccessibili, anche se alcune chiaramente abbandonate ed incolte. Il problema, per Gregna, è quello delle aree verdi accessibili al pubblico ed immediatamente fruibili, quelle che, normalmente, vengono chiamate “verde di prossimità”, facilmente raggiungibili da casa e dove si può andare a sedersi su una panchina all’ombra di un albero, magari per leggere il giornale,

, o dove si possono portare i bambini a giocare in luogo sicuro e non stressante, al di fuori dello schema: strada-traffico-parcheggio-marciapiede.

A Gregna c’è un unico piccolo Parco Ludico dedicato ai bambini, proprio davanti alla chiesa, in via Alessandro della Seta. Il problema è che l’area giochi, che occupa una parte del marciapiede allargato, è, praticamente in maniera completa, circondato dalle macchine parcheggiate che arrivano a sfiorare i giochi. L’area tutto intorno al parco ludico (l’area ospitante il Parco Ludico) è completamente pavimentata, a parte due piccolissime aiuole dove prevalgono arbusti e cespugli da fiore, incapaci di fornire la benché minima ombra agli utenti del parco. Anche le panchine destinate agli accompagnatori dei bambini sono spietatamente al sole. Il Parco Ludico di via Alessandro della Seta, così come l’area che lo ospita (che normalmente dovrebbe essere un’area verde), completamente pavimentata e senza ombra, non sembra in grado di offrire una possibilità di gioco e di svago per bambini e genitori nel periodo estivo (quello delle vacanze) o nelle ore di forte soleggiamento. A ciò si aggiunga che l’essere completamente circondato da macchine parcheggiate non toglie l’area giochi da quello schema strada-traffico-parcheggio-marciapiede prima ricordato. A nostro avviso sarebbero consigliabili una serie di correttivi e di interventi in grado di rendere fruibile il Parco Ludico anche in estate o nei periodi più soleggiati, fornendo ombra e riparo dai raggi del sole; ciò anche per fare in modo che il Parco Ludico e la piazza stessa perdano, almeno in parte, le attuali, evidenti caratteristiche di “isola di calore”, riavvicinandosi alle politiche in questo senso della Amministrazione di Roma Capitale.

La proposta che si potrebbe avanzare, per raggiungere questi obiettivi e considerando la necessità di contenere le spese su una piazza solo recentemente realizzata, è quella di creare delle zone d’ombra con panchine ad uso soprattutto degli accompagnatori dei bambini; di aumentare la superficie permeabile e l’area vegetata e di separare in qualche modo l’area giochi dalle auto parcheggiate. Le azioni da intraprendere dovrebbero essere:

  1. Ridurre la superficie pavimentata in pietra, per avere nuove aiuole dove mettere a dimora piante arbustive ed arboree di media taglia;
  2. Ridurre la larghezza del marciapiedi lato via Alessandro della Seta ed impiantare una siepe continua (alloro o altre specie) che separi almeno l’area giochi, ma più in generale la piazza intera, dai parcheggi circostanti;
  3. Ridurre la larghezza del viottolo pavimentato nel settore dove risiede l’area giochi e realizzare dei pergolati o tunnel verdi, con piante sarmentose o rampicanti caducifoglie (tipo partenocisso rampicante, detta anche vite americana), attrezzando i viottoli così ombreggiati con qualche panchina ad uso degli accompagnatori dei bambini che giocano.

Sulla dotazione di spazi che in un futuro più o meno prossimo potrebbero diventare aree verdi fruibili, Gregna Sant’Andrea appare divisa in due parti: una parte ad occidente di via Lucrezia Romana e compresa tra via Paolo Orsi ed il GRA, dove non è possibile trovare alcuno spazio verde di una qualche consistenza o interesse; una parte ad oriente di via Lucreazia Romana, dove esistono aree incolte a prato o ex frutteti ormai non più curati ed in abbandono che, previo il verificarsi di determinate condizioni, potrebbero diventare delle “aree verdi di prossimità” per un quartiere che non ne ha nessuna.

di C. TERSIGNI