CENTRONI di F. Sebastiani
Centroni è una collina a sud di Morena, ai confini con Frascati e Grottaferrata.
Oggi è una zona residenziale vivibile e con identità, ma segnata da opere incomplete e problemi
amministrativi che pesano sulla vita quotidiana.
Il nodo principale riguarda la mancata acquisizione al patrimonio comunale della maggior parte delle strade, ancora classificate come “private ad uso pubblico” così come di parcheggi e altri spazi ad uso pubblico. Questo impedisce manutenzione, illuminazione e manutenzione, causando disagi concreti ai residenti e criticità per mezzi di emergenza.
Un esempio evidente è il cosiddetto “civico 92”, dove più di duecento famiglie convivono con strade interne senza nome e numeri civici assegnati informalmente. Corrieri, ambulanze e altri servizi si trovano spesso in difficoltà, nonostante i costruttori abbiano regolarmente ceduto le particelle al Comune.
La viabilità complessiva del quartiere resta da razionalizzare. Servono attraversamenti pedonali sicuri, fermate del bus meglio posizionate e una gestione organica della rete stradale.
Via Rozzano, ancora senza sbocco, rappresenterebbe un importante miglioramento per la mobilità locale, ma il completamento dell’opera è ancora in attesa dei lavori da parte del costruttore.
Un altro problema storico è l’allagamento sistematico all’inizio di via del Fosso di Sant’Andrea,
documentato anche con un video-denuncia dal comitato di quartiere. In questo, coinvolta dal gruppo di Azione Municipio VII, Flavia De Gregorio ha seguito la situazione, presentando richieste di intervento, attivando richieste al Campidoglio per trovare soluzioni concrete.
Non va dimenticata Via Anagnina, strada notoriamente pericolosa. Da anni si richiede un’adeguata messa in sicurezza del tratto che va da Villa Senni–Catacombe fino all’incrocio di Morena, ma vincoli e complessità tecniche rendono gli interventi difficili da realizzare.
Un parco giochi realizzato con i contributi del Consorzio di zona non è mai stato preso in carico dal Comune e, dopo la riconsegna da parte del Consorzio, è caduto in un limbo amministrativo. Negli anni è rimasto operativo solo grazie all’impegno dei volontari del quartiere, ma oggi necessita di manutenzione seria, compresa la potatura degli alberi e il controllo della sicurezza dei giochi.
Grazie all’interessamento di Flavia De Gregorio è stato possibile avviare un dialogo con la commissione ambiente capitolina, che dovrebbe portare finalmente alla presa in carico da parte del Municipio.
La piazza principale, solennemente intitolata nel 2024 al primo presidente del comitato di quartiere, Armando Guerci, ospita da poche settimane anche una “casetta dell’acqua” curata da Acea. La piazza, realizzata con i contributi dei consorziati, oggi soffre però già di problemi di arredo urbano, sia per mancata manutenzione sia per la qualità costruttiva originaria, che ne limita l’efficacia e la fruibilità.
Le origini di Centroni risalgono all’antica Roma, quando un ricco patrizio costruì una grande villa con piscina e acquedotto, l’attuale “Villa dei Centroni”, da cui prende il nome la zona.
Negli anni Venti le vigne furono assegnate agli ex combattenti di Grottaferrata, e nel dopoguerra l’area attirò privati popolari in cerca del sogno di una casa propria, come i miei nonni negli anni ’60. Negli anni ’80, molti costruirono le case che trasformarono lentamente la campagna in un quartiere residenziale.
Come in molte zone di Roma, lo sviluppo avvenne in modo disordinato e in gran parte abusivo,
classificando Centroni come “zona O numero 36”.
Gli appezzamenti stretti e lunghi limitarono la speculazione edilizia: qui non sorsero palazzine, ma solo villini e case private, spesso realizzate a blocchetti di tufo dai proprietari stessi, con al massimo due piani e cantina. Nel frattempo, venne costruito un plesso scolastico negli anni ‘80 e comparve la linea ATAC 505 negli anni ‘90, segnando l’inizio di un minimo servizio pubblico.
Negli anni ’90 fu approvato il piano particolareggiato, e tra il 2000 e il 2015 si completò il volume urbanistico previsto. Oggi la zona dispone di alcuni servizi, ma molte infrastrutture progettate, verde pubblico, strade adeguate, servizi sanitari, restano incomplete.
Centroni dispone, all’interno del plesso scolastico, di un Centro Sociale Anziani e di Quartiere molto attivo e ben supportato. La parrocchia locale, la cui chiesa è stata con fatica completata nel 2023 con fondi CEI risalenti al Giubileo del 2000, ha un campo sportivo in via di restauro. Tuttavia, mancano strutture sportive e ricreative dedicate ai giovani.
Nonostante queste opportunità, la zona soffre dei problemi tipici della periferia romana: opere
incompiute, incuria amministrativa e assenza di pianificazione. Anche i progressi realizzati, come asfaltature o servizi, vengono spesso ostacolati da piccoli intoppi e ritardi che ne limitano l’efficacia.
In sintesi, Centroni resta una “bella zona” con identità e potenzialità, ma continua ad attendere il
completamento delle opere iniziate, delle infrastrutture promesse e degli interventi necessari a rendere il quartiere pienamente vivibile e sicuro.
di Fabrizio Sebastiani